giovedì 11/02> una serata con Euskal Herria!

Chi è stato in vacanza a Bilbao, San Sebastian, Vitoria, magari durante la "semana grande", ha imparato leggendo sui muri che i Paesi Baschi "non sono Spagna".
 
In occasione della settimana internazionale di solidarietà con i Paesi Baschi (Euskal Herria), abbiamo deciso di dare voce alla lotta di questo popolo: parleremo di diritto all'autodeterminazione, degli arresti dei giovani indipendentisti di SEGI, dei centinania di prigionieri politici rinchiusi ed isolati nelle carceri dello Stato Spagnolo, di leggi speciali, repressione e tortura.
 
Ma anche della vitalità della cultura e della società basca, delle lotte contro i siti nucleari, contro le basi militari, contro gli inceneritori, per l'indipendenza e il socialismo!
 
GIOVEDI 11 FEBBRAIO
palazzo corigliano
(università orientale - piazza san domenico maggiore)
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Gli interventi al convegno "Quali sono gli ostacoli per una pace giusta in Medio Oriente? Dieci domande sul sionismo"

Il 28 e 29 Novembre abbiamo partecipato al convegno promosso dal Forum Palestina "Quali sono gli ostacoli per una pace giusta in Medio Oriente? Dieci domande sul sionismo". Di seguito riportiamo l'intervento del Cau e degli altri partecipanti al convegno.

fonte: www.alkemia.org

ASCOLTA L'INTERVENTO DEL COLLETTIVO AUTORGANIZZATO UNIVERSITARIO  

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Aggressione fascista all'Università di Tor Vergata (Roma): "Blocco Studentesco" a braccetto col PdL

del COLLETTIVO "LAVORI IN CORSO"
clic.noblogs.org
 
Nella mattinata di mercoledì 27 gennaio otto neofascisti di "Blocco Studentesco-Tor Vergata" hanno minacciato e poi aggredito due studenti del "Collettivo Lavori in Corso" che stavano affiggendo alla fermata ATAC di ingegneria i manifesti riguardanti un'assemblea con i lavoratori alla ex-Eutelia.

Appena arrivati i fascisti si limitavano a interloquire chiedendo la divisione degli spazi d'affissione solo per darsi una finta parvenza di “democratici”. Poi, vista la situazione a loro favorevole, guidati dal capo-branco, Noah Mancini, studente di Giurisprudenza, massimo responsabile di "Blocco Studentesco", già sprangatore-tricolore a piazza Navona nell'ottobre del 2008, gli otto squadristi accerchiavano i due studenti del "Collettivo". Così protetto Noah Mancini poteva mettere sul suo curriculum una nuova aggressione.

Il tutto si è svolto in pieno giorno alla presenza di altri studenti in attesa del "20 Express".
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Venerdì 5/02> Aperitivo, musica militante e video sulle lotte sociali a Napoli al Centro Sociale Banchi Nuovi

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Provocazione Casa Pound all'università: chi è fascista non si smentisce mai!

Ancora i “bravi ragazzi” di quella che fu Casa Pound Napoli e sempre gli stessi mezzi vigliacchi.
Questa volta sono apparsi all'università, aspettando che qualche studente delle aule occupate arrivasse...

Provocazioni, insulti, la minaccia di utilizzare il coltello (che come abbiamo visto in passato accompagna questi loschi figuri...) verso una compagna che prontamente lo ha spinto all'esterno dell'aula. La situazione concitata ha allertato altri compagni e studenti che erano all'università in quel momento e il fascistello è stato cacciato.

Ma se i metodi vigliacchi di questa gente non ci sorprendono, non ci sorprende nemmeno il fatto che pochi istanti dopo essere stato messo alla porta, il “giovanotto non conforme” è stato visto parlare con Andrea Fonsmorti, consigliere del PDL alla Municipalità Vomero-Arenella, anche lui tristemente noto per una serie di iniziative negli scorsi anni tra le quali quella che richiedeva “Il Vomero ai Vomeresi”: la chiusura della metro collinare nel fine settimana per fare in modo che il “suo quartiere” fosse al riparo dalla periferia e dai tanti ragazzi che si muovono dall'area Nord di Napoli per raggiungere il Centro Storico e il Vomero.

Ancora una volta Casa Pound e PDL... nemmeno questo ci sorprende, l'abbiamo mille volte denunciato e continueremo a farlo... Non ce ne vogliano Diodato, Schifone & Co... ora che siamo in campagna elettorale!

Rete napoletana contro neofascismo, razzismo e sessismo
 
solidarietà anche da Bebo Storti che qualche
settimana fa è stato con noi all'Università:
con certa gente vale sempre la stessa regola: far vedere che siamo in tanti
e pronti a difenderci, e che sappiamo quali sono i nostri diritti.
Loro sono solo degli arroganti manovrati da qualcuno.
Dietro di noi ci sono le idee, dietro di loro i soldi e gente di merda.
Solidarietà alla compagna. Saluti antifà
                                                                                          
Bebo

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Tanti popoli, un'unica lotta!

La rete Euskal Herriaren Lagunak/Amici e amiche del Paese Basco lancia un appello per il

 
Sabato 20 febbraio 2010, a conclusione della settimana internazionale di solidarietà con il popolo basco, la rete nazionale Euskal Herriaren Lagunak - amici e amiche del Paese Basco, insieme alla Comunità Curda della Lombardia, alla Comunità Palestinese di Milano e all’Associazione Nuova Colombia, lancia un appello a tutti i movimenti, gruppi, singoli e realtà dell'autorganizzazione per indire un corteo nazionale a Milano per il diritto all'autodeterminazione dei popoli che avrà come parola d'ordine "Tanti popoli un'unica lotta". In un momento di forte crisi economica, politica e sociale cui gli Stati imperialisti rispondono internamente con la repressione e fuori dai propri confini con la guerra, crediamo sia fondamentale rafforzare la solidarietà e i rapporti tra i popoli in lotta che combattono per rivendicare i propri diritti, tra studenti e lavoratori che anche all'interno della cosiddetta "Fortezza Europa" si organizzano per promuovere un modello di società anticapitalista.

In piazza il 20 febbraio sfileremo insieme alle bandiere dei popoli del mondo in lotta per la propria libertà e indipendenza: (Continua)

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[Cineforum] Che Guevara - tra mito e rivoluzione

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Una serata antifascista all'università con Bebo Storti...

GUARDA LE ISTANTANEE DELLA SERATA


Ringraziamo Bebo Storti, Renato Sarti e la Cooperativa del Teatro per la splendida serata!
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18 gennaio alle 16.30> proiezione "To shoot an elephant"

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Venerdì 15 Gennaio> spettacolo teatrale antifascista: "MAI MORTI" di Renato Sarti, con Bebo Storti

verso lo spettacolo teatrale antifascista "Mai Morti" con Bebo Storti di venerdì 15
Giovedì 14 sera - pioggia permettendo! - saremo in Piazza Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli - di fronte Palazzo Giusso, Università Orientale - con installazioni video e materiale di controinformazione antifascista e per presentare lo spettacolo teatrale antifascista "Mai Morti" di Venerdì 15 a Palazzo Corigliano. In solidarietà agli studenti sotto processo per aver osato manifestare contro il G8 University Summit di Torino dello scorso anno!
 
 
Venerdì 15 Gennaio - anche in caso di pioggia! - nell'Aula "Mura Greche" di Palazzo Corigliano (Università Orientale – Piazza San Domenico Maggiore)...
 
 (Continua)

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11/01> Stop Apartheid! - manifestazione in difesa dei braccianti immigrati

Oggi si è svolto a Napoli, a P.zza Plebiscito, un presidio in solidarietà con i braccianti in rivolta di Rosarno. Nonostante la pioggia e la giornata lavorativa, un centinaio di studenti e militanti dei movimenti sociali hanno gridato la rabbia e la vergogna di appartenere ad un paese imbevuto di razzismo e classismo, in cui non sembra esser reato sparare su un immigrato, o costringere alla schiavitù migliaia di persone, in cui le logiche di profitto di piccoli e grandi padroni, piccoli e grandi mafiosi, e persino la proprietà di una macchina hanno più importanza della vita dei lavoratori...
 
Gigi Proietti, Lella Costa, Moni Ovadia, Neri Marcoré, Ascanio Celestini e Dario Fo interpretano 'Nei ghetti d'Italia, questo non è un uomo'

Questa la chiamata degli antirazzisti napoletani: 

STOP APARTHEID
LUNEDI 11 MANIFESTAZIONE IN DIFESA DEI BRACCIANTI IMMIGRATI
(Ore 16 - Piazza Plebiscito sotto la Prefettura di Napoli)
 
I bracciantii di Rosarno si sono ribellati alla condizione inumana di sfruttamento e di violenza che quotidianamente vivono tanti migranti, specie quelli che lavorano in agricoltura. La mancanza del riconoscimento dei diritti fondamentali, l'esclusione da ogni sanatoria, i processi di clandestinizzazione favoriti dalla Bossi-Fini, la mancanza di accoglienza per i rifugiati politici, consegnano migliaia di persone all'arroganza degli sfruttatori e alla violenza dei razzisti.
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Una marcia di 6 giorni per 60 anni di resistenza

Giovedì 14 Gennaio 2010 - ore 16:30
aula autogestita r5 (Università Orientale - Palazzo Giusso)
di ritorno dalla Gaza Freedom March... testimonianza di Flavia Lepre

“Circa 1400 attivisti di tutto il mondo [venivano da almeno 42 diversi Paesi, Italia inclusa con 140 partecipanti] si sono riuniti in Egitto nei giorni scorsi per raggiungere la Striscia di Gaza; per l’anniversario della guerra nota come ‘Piombo fuso’ [che in 22 giorni tra dicembre 2008 e gennaio 2009 aveva fatto 1400 vittime palestinesi e 13 israeliane, oltre a 100.000 senzatetto] intendevano partecipare a una dimostrazione non violenta contro il blocco che rende insopportabile la vita del milione e mezzo di abitanti della Striscia. Simultanee proteste dovevano svolgersi in altre località, Tel Aviv inclusa…”. Nota come “Gaza Freedom March”, la marcia è stata accolta da una sorpresa: “Il governo egiziano ha vietato il viaggio a Gaza. Gli autobus sono stati fermati alla periferia del Cairo e respinti. Coloro che avevano raggiunto il Sinai con autobus di linea sono stati costretti a scendere. Le forze di sicurezza egiziane hanno condotto una vera caccia all’attivista”.
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Ancora aggressioni neofasciste a Napoli. Le intimidazioni non servono a niente, la lotta continua!

Purtroppo ieri abbiamo dovuto registrare la notizia di ennesimi agguati neofascisti! Un susseguirsi di azioni vigliacche che dimostra in maniera inequivocabile la natura e lo scopo di organizzazioni neofasciste (come Casapound) che cercano di insediarsi nella nostra città. Ancora una volta, per altro, un'aggressione vigliacca in molti contro uno...

In mattinata è toccato a un volontario del servizio civile di Napoli, V.T., studente universitario di 26 anni, che era per altro in servizio e ritornava dalla consegna dei diplomi per il compimento del servizio civile a palazzo San Giacomo all'ufficio comunale di competenza. Era insieme ad altre tre persone, tre ragazze sue colleghe nel servizio civile, che hanno assistito a tutta la scena. V.T., che probabilmente è stato individuato come attivista della rete antirazzista, è salito sul pullman R4 con la precisa percezione che tre giovani lo stessero seguendo, anche perche' hanno atteso che salisse sul pullman, prima di salire a loro volta.
 
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Ci ha lasciato Vincenzo Leone - partigiano

Con questo testo le compagne e i compagni napoletani hanno salutato Vincenzo alla sua commemorazione
Vincenzo Leone ci ha lasciato

Antifascista da sempre, scugnizzo e partigiano nelle Quattro Giornate di Napoli, dissidente e poi autonomo negli anni '70. (Continua)

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2 gennaio, Bilbao: in 44mila per i diritti dei prigionieri politici baschi

"La manifestazione più grande degli ultimi anni nei Paesi Baschi". Così è stata definita la mobilitazione di ieri a cui hanno preso parte più di 44mila persone che hanno sfilato per le centralissime strade bilbaine denunciando la "criminale" politica penitenziaria attuata dagli Stati francesi e spagnoli nei confronti dei prigionieri e delle prigioniere politiche basche. Una politica che non trova spazio per il rispetto dei diritti dei prigionieri politici che vengono costantemente violati.

Il divieto imposto alcuni giorni fa da parte dell'Audiencia Nacional spagnola alla manifestazione indetta dall'associazione dei famigliari dei prigionieri politici baschi -Etxerat- non è riuscito a fermare la mobilitazione. A questa proibizione dello Stato spagnolo è succeduta una nuova convocazione, da parte di diverse forze politiche -Eusko Alkartasuna, Aralar, Alternatiba, Abertzaleen Batasuna y Izquierda Abertzale- che hanno oltremodo presentato una querela al Tribunale Speciale. Solo un'ora prima dell'inizio della manifestazione, Madrid informava che tale manifestazione non sarebbe stata proibita.
 

A voce alta a Bilbao migliaia di persone hanno quindi voluto denunciare il mondo sommerso dei prigionieri politici e dei loro cari: la dispersione, l'isolamento, le botte, le torture, i trasferimenti "arbitrari", il divieto delle comunicazioni, i migliaia di chilometri che i famigliari devono percorrere, gli incidenti stradali nei quali perdono la vita, i controlli di polizia a cui sono sottoposti...
 (Continua)

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