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sabato 12 dicembre – h 16: corteo cittadino – piazza del gesù

9 dicembre 2009

12  DICEMBRE ’69 – 12 DICEMBRE 2009
dalla strategia della tensione alla strategia della paura

E’ il 12 dicembre del 1969 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano in Piazza Fontana, sono le 16 e 36. Tra un minuto una bomba esploderà provocando la morte di 16 persone, ottantotto saranno i feriti.

 
Altre 4 bombe esplodono o vengono rivenute inesplose tra Milano e Roma. Il questore di Milano si precipita sul luogo dell’accaduto e si preoccupa di cancellare ogni prova, lavando la piazza con gli idranti e facendo frettolosamente brillare la bomba recuperata inesplosa.
 
Sono stati gli anarchici si dirà. Giuseppe Pinelli, ferroviere, viene arrestato. Durante il suo interrogatorio precipita da una finestra della questura milanese morendo sul colpo. Si è gettato, sarà detto in sede processuale.
Solo successivamente verranno alla luce i veri responsabili della strage. Si comincerà a parlare di Stragi di Stato. Uno Stato intimorito dalle lotte sociali ed operaie che, disperato, ricorre alla brutalità più immonda per sedarle. Si inaugura così la strategia della tensione. Una strategia di sangue e lutti per cui la magistratura non condannerà mai nessuno.
 

Oggi come allora questo Stato di oppressione non è in grado di dare alcuna risposta alle esigenze sociali sempre più stringenti che questa crisi pone. Oggi come allora la sola ed unica soluzione che lo Stato si preoccupa di dare è la repressione che colpisce chi rivendica il diritto alla casa, alla sanità, ai servizi sociali, al reddito, alle pensioni, ad un ambiente salubre, ad una università non asservita alle logiche aziendali, al proprio posto di lavoro. Oggi, in piena crisi economica,  con licenziamenti e cassa integrazione di massa,  le politiche razziste e liberticide e  l’immiserimento dei ceti meno abbienti, contribuiscono a frenare eventuali insorgenze, scaricando le tensioni sociali  in una guerra tra lavoratori autoctoni/stranieri, pubblici/privati, precari/garantiti.
 
Dal punto di vista repressivo, dunque, dalla strage ad oggi, ben poco è cambiato. Pinelli si suicida durante l’interrogatorio, Stefano Cucchi muore perché anoressico, un sasso devia il proiettile che accidentalmente si conficca nel cranio di Carlo Giuliani. L’elenco è lungo e macabro ma la storia è sempre la stessa. Lo Stato reprime e uccide per poi autoassolversi.
 
Ma se la bomba è architetta e finanziata dai padroni e dal governo, i mercenari che materialmente la innescano sono i servi di sempre in camicia nera. I fascisti vengono foraggiati per scatenare la guerra al più povero, cercando di dirottare la rabbia per la propria miseria verso chi è più debole o semplicemente percepito come “diverso”. Anche a Napoli esponenti del PdL hanno cercato di infiltrare i neofascisti nei nostri quartieri. La Resistenza espressa dalla nostra città però ha permesso che questi infami venissero ricacciati nelle fogne e che il quartiere Materdei venisse Liberato.
 
Rimandiamo al mittente la vergognosa equiparazione a cui è stata sottoposta l’occupazione della Schipa, che in pochi giorni si accingeva a divenire punto di riferimento e di socialità per il quartiere. Non è possibile mettere i percorsi di riappropiazione di casa e di servizi sociali, sullo stesso piano dei fascisti e dei razzisti. Disertiamo volentieri la crociata contro il più povero e rilanciamo la lotta contro chi affama a reprime.

Contro l’impunità  dello Stato e dei suoi agenti. Da Pinelli a Carlo Giuliani, arrivando a Federico Aldovrandi e Stefano Cucchi: gli omicidi di Stato non fermeranno le nostre lotte e alimentano solo la nostra rabbia!

Gli spazi occupati, gli spazi restituiti alla popolazione nelle città , nei quartieri, nelle università  sono il primo obiettivo: sgomberi, intimidazioni e minacce sono all’ordine del giorno. Ma gli spazi occupati non si toccano: la resistenza continua!

Fermiamo l’ondata repressiva e securitaria
Blocchiamo l’insediamento dei neofascisti nelle nostre città
Lo Stato li assolve, i padroni li sostengono
Contro il fascismo, il razzismo e l’omofobia
L’antifascismo non può essere delegato
 
CORTEO CITTADINO
SABATO 12 DICEMBRE

PIAZZA DEL GESU’ – ORE 16

RETE NAPOLETANA CONTRO IL FASCISMO IL RAZZISMO IL SESSISMO

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