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Corteo 1 maggio!

1 maggio 2009
 
Un primo maggio per mettere in piazza la nostra rabbia e la nostra determinazione a non voler subire passivamente gli effetti della crisi che governo e padronato continuano a scaricare addosso ai lavoratori, agli studenti, ai disoccupati.
Un primo maggio per smascherare i giochetti politici di chi vuole strumentalizzare questa data simbolo delle lotte operaie per i propri interessi elettorali.

E’ questo è il significato della nostra presenza militante al corteo partito stamattina da piazza Cavour che si è snodato per il centro di Napoli e che si è concluso con una contestazione al capo del governo che, a pochi metri, in una città devastata da precarietà e disoccupazione, presenziava nel lusso del teatro San Carlo un concerto di musica classica.
 
Così come già avvenuto il 25 Aprile, anche oggi le strade percorse sono state ribattezzate: stavolta abbiamo voluto ricordare i morti sul lavoro, in particolare quelli migranti, sempre più costretti a lavorare come schiavi, senza tutele e diritti e con paghe da fame. Chiamiamo le cose con il loro nome: si tratta di veri e propri omicidi perpetuati quotidianamente da padroni il cui interesse è sempre lo stesso, il profitto. Ed è sempre la ricerca del profitto ad ispirare questo governo reazionario che, proprio in questi giorni, sta mettendo a punto un decreto legislativo che indebolisce ulteriormente le misure previste dal Testo Unico sulla Sicurezza, scaricando sempre più sulle spalle (e sulla pelle) dei lavoratori le responsabilità in materia di incidenti sul lavoro.
Ma le manovre in tema di sicurezza non esauriscono l’attacco sferrato ai lavoratori: depotenziamento del contratto nazionale, limitazioni al diritto di sciopero e di manifestazione. attacco al pubblico impiego sono solo alcuni dei recenti provvedimenti che il governo ha varato nel solco tracciato dai governi precedenti.

Di fronte ad un’offensiva così spietata non possiamo fare altro che rispondere uniti facendo di ogni appuntamento, come e soprattutto quello del primo maggio, un momento di lotta e di rilancio del conflitto sociale!
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