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Madrid: Azione di espropriazione alla Casa del Libro – Bologna keeps on burning!

9 aprile 2010
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Sabato 10 aprile, verso le 12:00, 50 attivisti sono entrati in forma pacifica nella “Casa del Libro”. Hanno letto un comunicato in cui si spiegava il significato dell’azione, si sottolineavano le responsabilità delle case editrici nella mercificazione dell’educazione e si faceva appello alla partecipazione alla manifestazione di lunedì 12 aprile alle 19:00 con partenza da Atocha, indetta a partire dallo slogan “L’educazione non pagherà l’Europa del capitale”.

Gli attivisti e le attiviste hanno espropriato libri di alcune case editrici che hanno un ruolo centrale nella creazione di una conoscenza mercificata, dal momento che le loro pubblicazioni hanno come unico obiettivo il perseguimento di un profitto economico.

L’azione ha avuto un significato simbolico, concentrandosi nel colpire i grandi gruppi editoriali che utilizzano il proprio potere economico per monopolizzare e commercializzare l’informazione e l’accesso alla conoscenza. Gli stessi gruppi che pretendono di stabilire una dicotomia tra i proprietari della conoscenza e coloro che vedono vietato il loro diritto ad essa. Gli attivisti e le attiviste hanno sottolineato che si tratta di una conseguenza del sistema capitalista, che colpisce il sistema educativo più in generale, appropriandosi dei mezzi di produzione della conoscenza.


Si segnala la violenza dei membri del servizio di sicurezza dell’edificio, arrivati ad aggredire un compagno del Centro de Medios che stava “coprendo” la notizia. I partecipanti all’azione sono usciti dall’edificio in gruppo e si sono successivamente dispersi.

more info, video e foto su Centro de Medios

crossbooking del Bolonia Fucking up group

di seguito il comunicato dell’azione

Noi decidiamo…
Oggi, e da molto tempo, ci troviamo ad affrontare una situazione disperata: anche la cultura sta subendo un veloce processo di mercificazione. Una cultura di sempre più difficile accesso, una cultura che è diventata un lusso. Una cultura per le élite.
Per questo sentiamo la necessità di protestare. Contro chi? Contro i grandi gruppi che commercializzano e monopolizzano l’informazione e l’accesso alla conoscenza. contro il sistema che impone e pretende stabilire una dicotomia tra chi detiene il sapere e coloro che vedono negato il loro diritto innato ad accedervi.
Questa è una protesta simbolica: non ci dirigiamo contro gli intermediari di questa privatizzazione, ma contro i grandi gruppi come l’Editorial Planeta, che utilizza il suo potere economico per diffondere un pensiero unico.
Manifestiamo la nostra indignazione contro la mercificazione dell’educazione. Non si tratta di un caso isolato; è una conseguenza del sistema capitalista dominante, che colpisce l’intero sistema educativo, appropriandosi dei mezzi della produzione della conoscenza.
Rivendichiamo che non si corrompa il concetto di cultura; che non ci presentino come ovvio quello ciò non è.
Perché senza di questa, le nostre menti si impoveriscono; verremmo trasformati in burattini di un sistema che ci aliena.
La cultura illumina, apre porte. Si tratta di una forza di cambiamento che appartiene a tutti, e per questo oggi diciamo: appropriamoci della cultura per recuperare la nostra consapevolezza.

E per questo oggi gridiamo: QUSETA E’ UN’ESPROPRIAZIONE!!!

 
comunicado de la acción [en catellano]
Hoy, y desde hace tiempo, nos encontramos en una situación desesperada: nos encontramos ante la mercantilización de la cultura. Una cultura de difícil acceso, una cultura que han convertido en un lujo. Una cultura para la élite. Por ello, nos vemos en la necesidad de protestar. ¿Contra qué? Contra los grandes grupos que comercializan y monopolizan la información y el acceso al conocimiento. Contra el sistema que se nos impone y que pretende establecer una dicotomía entre poseedores de conocimiento y los que ven vetado su derecho innato a ello.

Esta es una protesta simbólica: no nos dirigimos contra los intermediarios de esta privatización, sino contra grandes grupos como Editorial Planeta o Espasa, que utilizan su poder económico para convertir la cultura en altavoz del pensamiento único.

Manifestamos nuestra indignación ante la mercantilización de la educación. No se trata de un caso aislado; es una consecuencia más del sistema capitalista imperante, que afecta al sistema educativo en general, apropiándose de los medios de generación del conocimiento.

Reivindicamos que no se pervierta el concepto de cultura; que no se nos presente como tal lo que no es.
Porque sin ella, nuestras mentes se empobrecen; nos convertimos en títeres de un sistema que nos aliena.

La cultura ilumina, abre puertas. Es un motor de cambio que nos pertenece a todxs, y por eso hoy decimos: Apropiémonos de la cultura para recuperar nuestra conciencia.

Y por eso hoy gritamos: ESTO ES UNA EXPROPIACIÓN!
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